
Ogni volta che (ri)guardo Le particelle elementari, questo fotogramma mi si stampa nel cervello.
Uno dei protagonisti va per la prima volta in un campeggio new age e all'ingresso si trova sperduto di fronte al programma dei corsi, con un effetto comico piuttosto efficace, anche perché il personaggio è un nevrotico impaziente che non sa maneggiare la frustrazione.
Ultimamente associo il fotogramma a quest'altra immagine, stavolta scattata da me in giugno a Misano, sulla riviera romagnola.

Nonostante siano entrambi di spalle (e tutto sommato stiano entrambi contemplando una molteplicità), i due soggetti mi comunicano emozioni diverse: il bambino mi appare sereno. Forse perché so (ero lì) che un minuto prima di sedersi al bordo della fontana, era stato sollevato momentaneamente dall'incarico di sorvegliare il fratellino più piccolo, quindi si stava godendo una parentesi senza quel-rompicazzo-di-mio-fratello.
Mi rimane la curiosità di sapere che interpretazione avrei dato delle due immagini se non avessi conosciuto le rispettive storie.
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