martedì 14 giugno 2011

il tramezzino delle età

Stasera in pizzeria, prima delle prove. Tavolo da tre: io, Alessandro (il cantante) e Max (il batterista).
Alle nostre spalle, tavolata di diciottenni in odore di fine anno scolastico. Goliardia, giochi, voci alte ma non sgradevoli, fisicità.
Nel tavolo contiguo al nostro, coppia di 75enni (lui simile a Paolo Conte, ma molto più tartarugoso, lei una specie di Franca Valeri invecchiata molto peggio) in crisi coniugale pesantissima.
All'arrivo delle birre - e prima dell'arrivo delle pizze - la coppia geriatrica entra in fissione calda non controllata. Sfuriata di gelosia.
Lei lo accusa - con voce sempre più alta - di scoparsi la badante. Lui nega e si proclama stentoreamente onesto.
Lei grida dettagli e improperi in un crescendo rossiniano, con una passione che credevo illegale dopo i vent'anni: Tu e la tua troia, che fra l'altro è pure straniera, spero che ci rimani paralizzato sopra a quella puttana, guarda come sono bella io, ah ma io ti sfregio sai, cosa credi di essere il bello del quartiere?, ah ma io la faccio uccidere quella puttana (adesso sta proprio urlando) io ti inietto il veleno, ti sfregio con l'acido, tu mi hai fatto venire il diabete (e gli lancia in faccia un bicchiere)...
Nel frattempo passa la cameriera e l'arpia si volta cambiando completamente voce: Ha della frutta, signora?
Poi ricomincia ad aggredire il supposto trinciafemmine della terza età: Guarda questo herpes, è colpa tua, porco puttaniere schifoso. Ci sono le foto, lo sanno tutti che ti scopi quella zoccola slava che spero che muoia sotto un camion mentre tu agonizzi all'ospizio maialeeee!!!
Al nostro tavolo girano fasi alterne, dal gelo alla risata isterica, dal cercare di imbastire una coversazione isolante, fino a reprimere la voglia di volare addosso ai dinosauri urlando BASTAAAA! AVETE ROTTO IL CAZZOOOO!!!
La compagnia di adolescenti alle nostre spalle esprime un'energia scoppiettante di tutt'altro sapore e di tutt'altro colore, presa in una celebrazione di pura eruzione vitale.
Nel frattempo il quasi ottuagenario, dignitoso come un iguana nel portamento e nel tono della voce, ha estratto il cellulare per dimostrare l'assenza di prove a sostegno delle accuse della tirannosaura, la quale per tutta risposta piange, picchia i pugni rugosi sul tavolo, calcia il disgraziato da sotto la tovaglia, rovescia le stoviglie, insomma gli estremi per un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) ci sarebbero tutti.
Ma da noi è arrivato Robbi, il chitarrista, che non sopporta queste cose e non riesce nemmeno a cogliere il lato divertente e si vede che sta per azzannare la vecchia alla gola, quindi ce ne andiamo.
Sintesi: noi in mezzo, come il prosciutto in un tramezzino. Dietro di noi l'energia pulita e trascinante della giovinezza. Davanti a noi una vecchiaia maturata male che come unica chance per aggrapparsi alla vita conosce la violenza (di chi la esercita e di chi la subisce, l'una forma non potrebbe esistere senza l'altra).
Sullo sfondo, i referendum e un vento nuovo-antico che sembra (sembra) scaldare il Paese.

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